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Consolidamento Debiti con la Cessione del Quinto

La Cessione del Quinto è un ottimo strumento per consolidare i debiti e ottenere un’unica rata più bassa. In genere una situazione debitoria importante comprende più tipologie di prestiti, le cui rate, sommate tra di loro, incidono pesantemente sul bilancio familiare.

Un esempio pratico di esposizione debitoria potrebbe essere questo:

Tipo di PrestitoRataResiduo
Prestito Personale2008500
Rata Automobile180 7500
Carta Revolving802500

La rata complessiva in questo esempio ammonta a 460 euro e il residuo totale è di 18500. L’obbiettivo di un consolidamento dei debiti è di abbassare la rata mensile e allungare il piano di ammortamento. La Cessione del Quinto, grazie alla sua durata massima di 120 mesi, è il tipo di prodotto che consente questo tipo di intervento.

Nel caso pratico, un Dipendente Pubblico di 40 anni il cui quinto massimo è 240 euro, può ottenere una Cessione del Quinto con rata 240 x 120 mesi e realizzare un netto ricavo di 20.000 con il quale può estinguere tutta la posizione debitoria di 18500 euro oltre a lasciare al cliente una liquidità extra di 1500 euro.

Il vantaggio è di ridurre la rata mensile da 460 a 240 euro tenendo presente che il nuovo prestito da 240 avrà una dilazione a 120 mesi.

Vale quindi la pena consolidare tutti i debiti con una Cessione del Quinto? La risposta, nonostante tante pubblicità che promettono rate più basse, varia a seconda delle situazioni. Se l’incidenza delle rate complessive dei prestiti è tale da compromettere il bilancio della famiglia allora conviene abbassare la rata, altrimenti è meglio pagare le rate e portare avanti i prestiti. Inoltre va tenuto presente che il consolidamento con la Cessione del Quinto è fattibile per debiti complessivi commisurati alla rata massima che un dipendente o un pensionato possono utilizzare con la cessione. Nel caso precedente, a fronte di un Quinto di 240 euro e un netto ricavo di 20.000 euro non sarebbe possibile consolidare una situazione debitoria di 35.000 euro.

Quindi, per valutare correttamente un consolidamento, occorre avere i dati sui prestiti da estinguere e una busta paga o un cedolino con cui calcolare il massimo quinto cedibile. Potete immaginare quanta differenza faccia un quinto di un Notaio in Pensione che può raggiungere i 900 euro a fronte del quinto di un Pensionato Inpdap (ex dipendente Statale) che magari arriva a 300.

Vale la pena ricordare che per importi elevati si può prendere in considerazione l’ipotesi di un Mutuo Liquidità con ipoteca su una casa di proprietà; in questo caso è possibile dilazionare il prestito anche a 30 anni e ottenerlo a Tassi più bassi di un prestito o una cessione.

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