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La Cessione del Quinto è ottenibile anche dai Dipendenti Privati a tempo indeterminato, con delle verifiche da effettuarsi preventivamente.
La prima cosa da verificare è l’affidabilità dell’Azienda. In linea di massima sono ammissibili solo le Spa e le Srl con almeno 16 dipendenti.

Sarà cura dell’Agente in Attività finanziaria controllare il “rating” dell’Azienda, ovvero un indicatore di solidità patrimoniale che viene espresso con un numero che va da 1 a 5. Questo valore indica quante volte verrà moltiplicato il TFR del dipendente per calcolare il montante massimo dell’operazione. Ad esempio un’Azienda con un rating di 3 e un dipendente con un TFR accantonato di 5.000 euro rappresentano un montante massimo di 15.000 euro, quindi una cessione (a titolo di esempio) con rata 250 euro e durata 60 mesi (250 x 60= 15.000).

L’iter della Cessione inizia con la valutazione della busta paga e il calcolo di un preventivo. Se il cliente accetta tale piano di finanziamento si passa alla richiesta dei certificati di stipendio, un documento in cui l’Amministrazione indica lo stipendio netto del dipendente. Tramite questo attestato si può calcolare la rata massima consentita dalla Legge pari al 20% (1/5) dello stipendio netto.

Il passo successivo è la firma dei contratti e della proposta di polizza assicurativa. Il contratto firmato viene, a questo punto, notificato all’Azienda. L’Agente ritirerà, infine, l’Atto di Benestare, cioè il documento in cui l’Amministrazione si impegna ad effettuare le trattenute per tutta la durata del prestito. A questo punto la pratica viene liquidata con bonifico oppure assegno circolare non trasferibile.